RIONE DI PORTA ROMANA

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Il Terziere di Porta Romana esisteva già verso il 1290 come Terziere di Sub o Sus Castiglione , la parte meridionale del paese con la chiesa di San Paolo Eremita (oggi S. Agostino).

La nuova cinta muraria, resasi necessaria agli inizi del 1200 inglobò la strada che collegava Arezzo con Cortona-Perugia-Roma (attuale Corso Italia e Via San Michele).

E' chiaro quindi come nascesse l'esigenza di consentire il transito ai viaggiatori e alle merci che percorrevano tale importante direttrice. Furono costruite, dunque, due porte urbane e la porta rivolta verso sud venne chiamata Porta di Caparoccio (probabilmente dal nome di un noto ed importante esponente del Comune Castiglionese del XIII secolo).
Quando Castiglion Aretino cadde sotto la dominazione di Perugia, divenendo Castiglion Perugino, la Porta di Caparoccio fu ridenominata Porta S. Angelo, in base all'aspetto molto religioso delle autorità perugine.

Dal 1384 la nostra città passò definitivamente a Firenze e definitivamente si parlò di Porta Romana.
Il periodo al quale il Gruppo Storico di Porta Romana si ispira è la seconda metà del 1300, quando per molti uomini l'arte della guerra era da considerarsi una professione.

Era questo il caso del famoso condottiero Giovanni Acuto, capitano di ventura inglese che scese in Italia a "operar di spada" al servizio di papa Urbano V contro Bernabò Visconti.

Passato poi al servizio di Gregorio XI combattè per lui contro i Visconti e Firenze nella cosiddetta " Guerra degli Otto Santi", per poi passare nel 1377 dalla parte dei fiorentini.

Si stabilì in Firenze dove servì fedelmente la Repubblica, in quel periodo preoccupata dall'espansionismo di Gian Galeazzo Visconti.
Dal 1384 Giovanni Acuto si insediò presso il Castello di Montecchio Vesponi come riconoscimento da parte dei Fiorentini per i suoi servigi.
La fortezza conservò importanza militare fino al XVII secolo.

Il Gruppo Storico del Rione di Porta Romana denominato "I Mercenari di Giovanni Acuto" è composto da armati, dame, cavalieri, musici e sbandieratori.
Il Rione per il suo corteggio a creato un gruppo di spadaccini che, con accurata ricostruzione storica, propone duelli e combattimenti ad onore delle famiglie e delle casate che rappresentano e che detenevano il potere all'interno del Terziere. Sono i Lombardi di Tuori, i Castelli, i Portagioia, i Nocci.
Gli abiti indossati da dame, cavalieri, paggi, musici e sbandieratori rappresentano fedelmente il periodo tra il 1300 e il 1400 per i colori e i pregiati tessuti.
Gli Sbandieratori, nei giochi di bandiera, si esibiscono accompagnati dalle suggestive musiche delle chiarine e dal ritmo dei tamburi.
Apre il Corteo il Gonfalone seguito dalla dama e dalla coppia che rappresentano il Rione.

Seguono Giovanni Acuto e le dame ciascuna con il cuscino della casata, accompagnate dai propri armati.
Vengono rievocate: la contesa delle chiavi della città, il matrimonio con la Dama Donnina Visconti e le danze in onore della famiglia del Capitano di Ventura.

I Rionali, consapevoli e orgogliosi della storia del loro Rione, per tutto l'anno lavorano con generosità e passione per la festa di S. Michele patrono di Castiglion Fiorentino, e per il Palio, sempre rispettando i motti "Frangar non flectar" e "Ex urbi et nomen et signa et decus" che appartengono a Porta Romana.


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