Rione Cassero

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Il territorio di competenza del Rione Cassero è la parte alta del centro storico e la zona compresa tra le località Foce e Mammi fino alla Val di Chio. L'emblema è costituito dalla Torre del Cassero in campo biancazzurro; il motto è "Turris magna est". Al Rione appartengono le antiche casate dei Bartoli, Chiari, Dragomanni, Lombardi, Paglicci e Tizzi. Il Cassero è amministrato da un Consiglio Direttivo, composto da 20 membri, con mandato triennale. Il Rione ha conquistato dieci palii: il primo è datato 20.6.1979 con il fantino Leonardo Viti, in arte "Canapino", in sella a Valsandro. . L'ultimo Palio vinto dal Rione Cassero risale al 20.6.2010 in cui il fantino Valter Pusceddu porta a casa il Palio correndo su Grein.

Ma il Rione Cassero non vive di solo Palio, e se il massimo coinvolgimento dei rionali si ha nei giorni antecedenti la corsa, numerose sono le iniziative organizzate nell'arco dell'anno con lo scopo principale di vivere il Rione per 365 giorni. Tra esse possiamo ricordare Dicembrigia, la Festa Medievale e l'attività del Gruppo Storico Sbandieratori, oltre alle immancabili e rinomate cene, tra cui quelle "propiziatorie" che d'anno in anno vedono la presenza di centinaia di rionali.

Gruppo storico sbandieratori "Il Cassero"

Il Gruppo Storico Sbandieratori "Il Cassero" nasce in seno all'omonimo Rione nei primi mesi del 1982 a seguito di una felice intuizione avuta dagli allora dirigenti biancazzurri, che si resero promotori di questa iniziativa per nobilitare ed arricchire il Palio dei Rioni. L'idea si concretizzò in breve tempo, tanto che il neonato gruppo ebbe il suo "battesimo" ufficiale nell'edizione del Palio di quell'anno e da allora il gruppo si è imposto e, di anno in anno, ha avuto la possibilità di fare conoscere non solo il proprio nome, ma anche quello di Castiglion Fiorentino, dai piccoli centri alle grandi città italiane, fino alle capitali europee.Il gruppo ha partecipato anche a parate e gare distinguendosi sempre per l'alto livello raggiunto dai propri componenti, sia Musici che Sbandieratori, che hanno conquistato anche alcuni importanti premi che arricchiscono ulteriormente il palmares del gruppo. Va infine ricordato che, nell'anno giubilare, il suono delle chiarine e dei tamburi è riecheggiato in Piazza San Pietro all'udienza privata di Sua Santità Giovanni Paolo II.
Il corteo storico del "Cassero" è abitualmente composto da una cinquantina di figuranti vestiti con abiti che si ispirano al primo medioevo toscano, realizzati dopo accurati studi sui dipinti dell'epoca conservati nei musei e nelle chiese della Valdichiana aretina. Il corteo è aperto dal vessillifero che porta lo stendardo dove svetta l'antica torre del Cassero, simbolo del Rione, che domina la collina sulla quale sorge Castiglion Fiorentino. Lo segue il maestro d'arme che precede gli armati (balestrieri). Quindi sfilano le Dame di corte, alcune di esse accompagnate dai paggi, che sfoggiano i ricchi e allo stesso tempo sobri costumi delle famiglie dell'epoca. E' la volta dei musici, Chiarine e Tamburi, che scandiscono il ritmo del corteo e accompagnano le evoluzioni degli Sbandieratori che chiudono la sfilata. Il gruppo può presentare vari spettacoli sia musicali, con motivi creati dai propri componenti, o di sbandieratori con esercizi di grande e piccola squadra, doppi e singoli.

Festa Medievale biancazzurra

Tra le varie attività svolte dal Rione e dal Gruppo Storico Sbandieratori del Cassero, una delle più importanti, è la "Festa Medievale Biancazzurra". Ideata nei primi mesi del 2002, per festeggiare il ventesimo anno di attività del Gruppo Storico Sbandieratori, che coincideva con il venticinquesimo anno dalla ripresa del Palio dei Rioni, la manifestazione doveva, di fatto, rimanere unica nel suo genere appunto perché allestita per questo doppio anniversario del Cassero. Invece il successo ottenuto nelle prime edizioni, ha di fatto convinto i dirigenti biancazzurri a costituire un vero e proprio "Comitato Festa Medievale",composto dai rionali che contribuiscono all'allestimento e realizzazione di una manifestazione che ha pochi riscontri nella zona della Valdichiana.
La Festa, ha come sua ambientazione naturale il piazzale del Cassero, dominato dalla Torre. Per i giorni della festa il tempo sembra fermarsi e tornare nel XIII secolo tra giullari e saltimbanco, mangiafuoco e maghi, dame e cavalieri, sbandieratori e mercanti. Nelle taverne ragazzi e ragazze rigorosamente in costume dell'epoca servono pietanze anche d'ispirazione medievale di fronte a "...lo pozzo di vino..." da cui il viandante potrà attingere direttamente alle damigiane. Il giorno di chiusura, poi, il gran finale con uno spettacolo pirotecnico e una cascata di luce dalla Torre in uno spettacolo di colori da vivere in prima persona.


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